No mail, no party

Ho due computer portatili, uno pesante, uno leggero. Due telefoni. Metà sinapsi impegnate a ideare metodi per lavorare meno, l’altra a riposarsi. Non sono una persona ordinata, per usare un eufemismo.

Ieri mattina prima di imbarcarmi in un giro di riunioni, di cui un paio ansiogene, ho scritto 15 mail con il computer pesante. Sono uscita con il computer leggero e ho passato l’intera giornata a infastidirmi per la mancanza non dico di risposte, ma almeno di un seguito (che ne so, ti dico “non telefonarmi che sono ai domiciliari” e tu mi telefoni). Ho inveito, recriminato, in qualche caso mi sono preoccupata. Poi sono tornata a casa, ho acceso il computer pesante e ho visto la casella Outbox, che non va bene. Ancora peggio: nella Outbox c’erano 15 mail.

Non mi preoccupa tanto non averle spedite, quanto non essere stata sfiorata dal pensiero che non fossero state ricevute. Buona metafora, direi.

Pensato il: November 14th, 2009
Cassetto: anta, lato oscuro, provvisorietà
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