No mail, no party
Ho due computer portatili, uno pesante, uno leggero. Due telefoni. Metà sinapsi impegnate a ideare metodi per lavorare meno, l’altra a riposarsi. Non sono una persona ordinata, per usare un eufemismo.
Ieri mattina prima di imbarcarmi in un giro di riunioni, di cui un paio ansiogene, ho scritto 15 mail con il computer pesante. Sono uscita con il computer leggero e ho passato l’intera giornata a infastidirmi per la mancanza non dico di risposte, ma almeno di un seguito (che ne so, ti dico “non telefonarmi che sono ai domiciliari” e tu mi telefoni). Ho inveito, recriminato, in qualche caso mi sono preoccupata. Poi sono tornata a casa, ho acceso il computer pesante e ho visto la casella Outbox, che non va bene. Ancora peggio: nella Outbox c’erano 15 mail.
Non mi preoccupa tanto non averle spedite, quanto non essere stata sfiorata dal pensiero che non fossero state ricevute. Buona metafora, direi.
Cassetto: anta, lato oscuro, provvisorietà
Tag: mail, outbox, risposte
Pensierini: 7 Comments.
imap serve *anche* a evitare queste situazioni, sai cosa c’è nella sent ovunque tu sia.
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Io e Imap ci piacciamo tanto ma io non lo capisco e lui spesso si impapera (è geloso di Pop, perché torno sempre da lui, alla fine)
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Io e Imap ci piacciamo tanto ma io non lo capisco tanto e lui spesso si impapera (è geloso di Pop, perché torno sempre da lui, alla fine)
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Bella la metafora finale, ma Outbox? Io lascerò in Bozze l’1 per 1000 dei messaggi, il resto parte appena scritto..
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Eh, appunto: qualcosa è andato storto e non me ne sono accorta
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la grafica del nuovo blog non mi piace, troppo riassuntiva l home page
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Pluto, in questo momento mi sento così :-)
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