October 2011

Le multe marameo

Quando sei morto se scrivi una raccomandata ti tolgono le multe. Il problema è che sei morto quindi la raccomandata deve scriverla qualcuno per te, e questo non va bene perché la cosa peggiore della morte è che poi qualcuno fa le cose per te, quelle che avresti dovuto fare tu e anche alcune che non avresti mai fatto.
Secondo me quando uno muore dovrebbe scomparire all’istante come se non fosse esistito, un po’ come se fossimo neuralizzati e dimenticassimo tutto e ci restasse solo una piccola sensazione gradevole come un sorriso di primavera, quel non so perché sono di buonumore ma lo sono eccome.
Invece uno muore e lascia tutto il casino che ognuno di noi solo sa di avere, anche quelli precisi, anche quelli ordinati, anche quelli iperanali che poi se guardi bene anche a loro il casino affiora da qualche parte, può essere la macchina o la borsa della palestra o anche peggio, ma comunque c’è.
Questa cosa delle multe mi ha colpito abbastanza, perché non so bene che senso abbia, a questo punto togliamo i debiti (magari senza rimetterli a noi peccatori) oppure regaliamo i punti della patente e anche i punti delle raccolte punti, non avrebbe senso? Invece a volte muori e l’INPS si tiene i tuoi soldi ma, se mandi una raccomandata, i tuoi eredi le multe marameo.
Io quando muoio vorrei dissolvermi in un zot, perché l’idea che qualcuno debba occuparsi di me è fastidiosa in vita, figuriamoci dopo. Vorrei dissolvermi ed essere dimenticata all’istante, con tutti che sorridono e non sanno perché, che è quello che preferisco.

Pensato il: October 29th, 2011
Cassetto: lato oscuro
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Pensierini: 3.

Fragole e limone

Mi sento come quel deficiente che assapora la fragola mentre sta per cadere nel precipizio e una tigre gli alita addosso. L’unica differenza è che sono già caduta, ma fin qui tutto bene.

Pensato il: October 12th, 2011
Cassetto: invettive, lato oscuro
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Pensierini: Nessuno.

L’ultimo tabù

C’è quest’ultimo tabù, che sembra non si possa essere insieme laici e spirituali. O scienza o fede, o razionalità o credulonismo, o doppio cieco o new age.

Non ci si può dire interessati o affascinati o anche solo incuriositi da ciò che non capiamo: o credi o no, se non puoi essere arruolato in una delle due parrocchie (quelli che hanno fede e quelli che hanno le prove) non esisti, non sei dato, non sei tecnicamente possibile.

Ho l’impressione che non ci si possa dire incerti, che si debba sempre prendere posizione, anche quando la posizione è indecidibile. Eppure ci sono fatti che non posso spiegare e che comunque non sono portata a spiegarmi in modo trascendente: è come se ci fosse una forma di intelligenza (o di amore, o di immaginazione) che è decisamente immanente e che noi ancora non capiamo, non conosciamo, non riconosciamo.

Forse varrebbe la pena di esplorarla, questa terra di mezzo: io mi ci sento a mio agio, ma ho imparato che è meglio non parlarne troppo, per non sporcarla.