Cara Mamma per Sbaglio,
nella serata del 23 dicembre ho rinvenuto uno (1) scorpione, uno (1) serpentello d’acqua e una (1) raganella nella tasca di un cappotto. Se vuoi rivedere i tuoi figli devi assicurare una fornitura settimanale di apple crumble e/o di torta delle noci della zia per tutto il 2010 all’indirizzo che ti indicherò.
Cordialmente, Mamma Part Time
Pensato il: December 23rd, 2009
Cassetto:
enta,
mamma part time
Tag:
bimbi,
dolci,
grazie,
natale
Pensierini:
Nessuno.
In Via Conca del Naviglio c’è una pozza di tristezza, lì dove c’era il Centro Teatro Attivo, dove facevo il laboratorio di lettura quando Ermanno mi ha lasciato. Per andare ai Navigli devo fare il giro largo da Porta Ticinese, anche se si allunga. In Via Statuto c’è una pozza di adrenalina, lì dove andavo a comprare l’inchiostro per la Top100 dell’Olivetti quegli ultimi giorni prima di consegnare la tesi, che avevo pensato a tutto tranne che alle note, a quanto ci voleva a stampare una tesi con la margherita e a quanto inchiostro ci voleva, e agli orari di chiusura. In Via Statuto c’è anche un bacio non dato, uno di quei baci che a darlo troppo presto uccidi tutti quelli dopo, un po’ come un aborto terapeutico.
In Piazza Baracca mi sono persa nell’autunno 1987, appena arrivata a Milano da Taranto, e se ci passo vado in confusione ancora. In Largo La Foppa c’è una pozza enorme di vita universitaria, asciugata e riassorbita, ché adesso il Radetzky mi piace solo a metà mattinata a colazione e gravito più verso la libreria Utopia che verso la discoteca Lizard (now Cube). Però la me-stessa-del-1989 è ancora lì che compra il pane caldo appena sfornato e lo mangia per strada chiacchierando con Eugenia, verso casa, poco dopo Moscatelli.
A Porta Volta ogni volta che ci passo penso che mi farebbe piacere viverci, quartiere nel quartiere com’è, e adesso che ci vivo lo penso ancora. Sarà che sono pochi mesi, ma mi ci sento in vacanza, divertita dalla vita come mai.
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A fine giugno ho venduto il mio appartamento-cuccia in Corso Como, un po’ perché i ricordi volevano restare lì, un po’ perché i lavori intorno hanno reso la zona invivibile e non vedevo la fine. Ho traslocato – provvisoriamente – a ben 800 metri: sono vent’anni che mi aggiro in questi pochi chilometri quadri a Milano e ogni volta scopro come spostarsi anche di poco voglia dire resettare tutto e imparare riferimenti nuovi.
Sono state tutte case provvisorie, anche quella in cui ho abitato per 17 anni. Case con scomodità piccole e grandi, da sistemare poi, quando ci sarebbe stato tempo, calma per pensarci, soldi per far le cose bene. Poi compi 40 anni e ti rendi conto che quel tempo non arriverà mai, che il tempo per stare bene te lo devi prendere subito, anche strappato a morsi.