‘mamma part time’ Category

Quello che le mamme pensano davvero Halloween ediscion

1. Solo quando hai dei figli riesci a capire i tuoi genitori, soprattutto la mamma.
Traduzione: quando hai dei figli sei grato ai tuoi genitori, soprattutto a tua mamma, per non averti sterminato da piccolo.

2. Con i bambini si diventa più ordinati.
Traduzione: con i bambini si ostenta l’ordine per potersi sentire superiori.

3. Tutto quello che dico e che faccio è per il tuo bene, tesoro
Traduzione
: si selezionano le cose che fanno comodo a te rivendendole come “per il tuo bene, tesoro”.

4. Dopo un po’ non senti più il rumore che fanno
Traduzione
: dopo un po’ vuoi che almeno lo sentano il maggior numero di altre persone possibile.

5. Dici così perché non sono figli tuoi
Traduzione
: col cazzo che io starei dietro ai figli di un’altra

Pensato il: October 31st, 2010
Cassetto: lato oscuro, mamma part time
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Rissose e umane

Se devi assumere qualcuno che dovrà lavorare insieme ad altre persone mettilo in cucina con una bambina di nove anni. È una prova che io non passo mai.

Pensato il: September 1st, 2010
Cassetto: enti, lato oscuro, mamma part time
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Ninna nanna amare-eh

e quante cose dovrai imparare e che fino a un certo punto – solo fin lì – è possibile insegnarti; il confine aspro tra buona educazione e affettazione villana, che se non sai tagliare un frutto con forchetta e coltello è meglio addentarlo e sbrodolarsi di sugo, che essere troppo ben vestite non è mai la soluzione e che l’istinto di sapere a chi non accettare mai di dare del tu viene così da dentro che potresti non trovarlo mai.

Che l’eleganza non si compra e non si indossa, che piuttosto che un second best meglio restar sole con un libro; che i libri sono come le persone, alcuni tradiscono ma sempre ci metti e ci lasci tanto di te; che l’adulazione è una scorciatoia che improvvisamente diviene impraticabile e ti lascia a piedi, così come l’eccesso di franchezza. Che io guardo altrove e taccio per rispetto, mai per disprezzo, e che qualcosa tu voglia basta chiedermela. Senza moine.

Solo una foto

Nove mesi di preparazione. L’ultimo un tale inferno – mi dicono – che qualunque cosa succeda dopo non può essere peggio. Un bambino ti apre in due e aperta in due ci resti, perché poi lui se ne va in giro da solo, e tu passi da non vedere l’ora che sia indipendente a soffrire per ogni gesto che lo separa ulteriormente da te.

L’altro giorno da Chicco c’era una coppia, alla cassa, con il solito tono gentile e un po’ furbetto del “vorrei cambiare questo ma non ho lo scontrino ma è un caso particolare”. La commessa mette su la faccia gentile e un po’ indifferente del “mi dispiace ma ci sono delle regole”. Lei la anticipa e tira fuori una foto, con tono ancor più quieto spiega che sono in attesa di adozione, che tutto quello che hanno è una foto, che lui ha 2 anni come la taglia del regalo ma dalla foto sembra più piccolo, che il regalo le piace tanto e le piacerebbe lui lo potesse mettere. La commessa a quel punto avrebbe cambiato quella salopette anche con una borsa di Jil Sander all’angolo, io piango, io e il mio essere fuori posto da una vita, ma mai quanto da Chicco a comprare il parapioggia del passeggino di un bambino di due anni e pochi mesi.

Nove mesi che ti preparano a quel che succederà e a un certo punto so che devi preparare la valigia, ma tipo due mesi prima, che potrebbe nascere da un momento all’altro anche se tu pensi di aver già prenotato il cesareo. Questa è la cosa più importante da imparare: con un bambino non puoi fare programmi. Devi farli lo stesso (se no ti sei arresa) e poi vederli saltare uno a uno. Quest’estate viaggiava con me una valigia di abiti che io non avevo mai visto, talmente incompetente da non capire quali erano di due anni e quali di otto. Qualunque cosa io tirassi fuori da quella valigia era sbagliata eppure andava bene lo stesso, ci ho pianto e bestemmiato e digrignato e sorriso sopra, ci sarà ancora un po’ di sabbia, un tarallo e magari una maglietta mia.

Ogni volta che qualcuno mi chiede dov’è qualcosa di suo io adesso a volte lo so.

Pensato il: January 1st, 2010
Cassetto: cose che non sapevo di saper (fare), mamma part time
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Ricatto

raganellaCara Mamma per Sbaglio,

nella serata del 23 dicembre ho rinvenuto uno (1) scorpione, uno (1) serpentello d’acqua e una (1) raganella nella tasca di un cappotto. Se vuoi rivedere i tuoi figli devi assicurare una fornitura settimanale di apple crumble e/o di torta delle noci della zia per tutto il 2010 all’indirizzo che ti indicherò.

Cordialmente, Mamma Part Time

Pensato il: December 23rd, 2009
Cassetto: enta, mamma part time
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Vergogna della scienza e della tecnica

Si informano i gentili visitatori che, per motivi tecnici, è temporaneamente sospeso il servizio di bar self-service
Questo annuncio è apparso sul sito del museo della scienza e della tecnica tecnologia leonardo da vinci a settembre 2007. Poi se ne sono dimenticati, così come si sono dimenticati di avvisare in qualche modo – sul sito, nei trionfanti gonfaloni sulla facciata, alla biglietteria, con un biglietto anonimo – che il museo è vittima di pesantissimi e poco pensati lavori di ristrutturazione che non risparmiamo al visitatore pagante (8 euro) tutte le brutture dei lavori in corso. O meglio, sul sito leggiamo che:

Dal 2001, il Museo è impegnato in un ampio processo di rinnovamento.

Dal 2001. Dal. 2001. Rinnovamento. Ampio.
Quello che ho visto negli occhi dei turisti incontrati oggi, in un museo polveroso, confuso, privo di con pochi ascensori e ricco di barriere architettoniche, pieno di bambini ansiosi di essere meravigliati e di genitori ansiosi di uscire al più presto, quello che ho visto negli occhi del gruppetto di ragazzi giapponesi incrociati oggi pomeriggio era quella sgradevole sensazione di non incrociare il mio sguardo, di quando ti vergogni molto per qualcuno, di qualcuno tipo di noi italiani, che abbiamo un museo (in rinnovamento!) zeppo di reperti, nessuno dei quali ambientato, raccontato, un museo (il più grande museo scientifico italiano!) con un sottomarino in cortile, un cortile scrostato, un museo (con i laboratori interattivi!) con il bar self service temporaneamente sospeso dal 2007. Non so se è più la puzza di polvere, la tristezza o la delusione, o forse lo so: è che comunque a Milano ne siamo orgogliosi.

Pensato il: November 1st, 2009
Cassetto: lato oscuro, mamma part time, provvisorietà
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Hellowin

A volte i bambini sono una gran scusa per fare cazzate che ti diverti più tu, tipo prendere sul serio Halloween. Il cattolicesimo si è preso tutte le feste pagane, per una volta che una festa pagana si prende una festa cattolica perché fare gli snob?

Pensato il: October 31st, 2009
Cassetto: enti, mamma part time
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diochemale

Annodare i palloncini.

Pensato il: September 2nd, 2009
Cassetto: cose che non sapevo di saper (fare), Everything, mamma part time
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Scorciatoie

I taralli sono il Prozac dei bambini

I taralli sono il Prozac dei bambini.

Pensato il: August 12th, 2009
Cassetto: mamma part time
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