“I neuroni specchio sono una classe di neuroni che si attivano selettivamente sia quando si compie un’azione (con la mano o con la bocca) sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri (in particolare da conspecifici). I neuroni dell’osservatore “rispecchiano” quindi ciò che avviene nella mente del soggetto osservato, come se fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione.“*
Sei bloccato in coda in macchina. Sei imprigionato nel cemento e circondato da una cultura grondante machismo e militarismo di cui la maggior parte dei tuoi simili è ormai inconsapevole. Hai un sistema limbico basato ancora sul “fly or fight” ma quando sei in giacca e cravatta al tavolo di una riunione non sai cosa fartene, se non sudare o produrre bile. E’ come se tu fossi su una sedia a rotelle.
“La capacità di parti del cervello umano di attivarsi alla percezione delle emozioni altrui, espresse con moti del volto, gesti e suoni; la capacità di codificare istantaneamente questa percezione in termini “viscero-motori”, rende ogni individuo in grado di agire in base a un meccanismo neurale per ottenere quella che gli scopritori chiamano “partecipazione empatica”. Dunque un comportamento bio-sociale, ad un livello che precede la comunicazione linguistica, che caratterizza e soprattutto orienta le relazioni inter-individuali, che sono poi alla base dell’intero comportamento sociale.”*
Ti danno un corpo nuovo con cui correre libero nella natura. Ti danno un uccello preistorico da domare e su cui volare in picchiata. Per tre ore scorrazzi su un pianeta meraviglioso, quale probabilmente era la terra prima dell’uomo. Nudo, forte, veloce, pronto a uccidere e capace di farlo, ma solo per sopravvivere o difenderti.
“La cinematerapia ha approfondito lo studio di come sia possibile che in presenza di alcune scene che coinvolgono in maniera globale i neuroni specchio, questi si attivino come se fossimo noi stessi a vivere quelle scene.“*
Io sarei rimasta su Pandora; io non sarei neanche uscita dal cinema, se è per questo. Cameron ti trascina nel mondo che abbiamo distrutto: non un paradiso perduto, ma un mondo di senso. Cameron non è sottile, non allude ma dichiara, non simbolizza ma mostra: è un film che avrebbe potuto e dovuto essere muto, più vicino a La sottile linea rossa che a Balla coi lupi. E’ difficile uscire da Avatar senza aver capito il messaggio: la semplicità della sceneggiatura è un prezzo equo da pagare perché quel messaggio arrivi.
Io ci torno, su Pandora, se posso.
*http://it.wikipedia.org/wiki/Neuroni_specchio
Pensato il: February 20th, 2010
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1.
Bilal porta via dalla Francia (e dall’Europa) gli ideali della Rivoluzione francese e le nostre speranze di poter restare esseri umani dopo un secolo di capitalismo, insieme alla capacità di soffrire per amore e di non aspettarsi niente dalla persona amata.
Bilal nuota via, pulito e convinto e tranquillo come un giovane delfino ignaro eppure consapevole che muore solo chi rinuncia, chi si adatta, chi si ingegna per la sopravvivenza.
Bilal è un McGuffin, uno stratagemma narrativo. Questo film non parla di loro, parla di noi. Noi che non nuotiamo più, non corriamo più, non ci crediamo più: ci strafochiamo di foie gras (o di spaghetti, o di roastbeef) seduti in poltrona scuotendo la testa a scelta impensieriti o infastiditi da quei poveretti del terzo mondo che si fanno il culo anche per noi.
Bilal si fa la Manica a nuoto per rivedere la sua amata; noi a nuoto non attraversiamo neanche più la strada.
Pensato il: January 10th, 2010
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cinema,
Francia,
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speranze
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Nessuno.
“Marcel, burn it down”, brucia tutto, ché il nitrato d’argento brucia due volte più veloce della carta, altro che Fahreneit 451, al rogo tutto il cinema che fu, usato e abusato per arte pure e arte varia e abituarci alla morte, a ridere della morte, ridi, spettatore, ridi, fratello. I can stare for a thousand years.
“Marcel, burn it down”, brucia che tanto io sono morta e una persona smette di esserci anche quando il sangue continua a circolare, tutti noi siamo morti nel secolo scorso, tutti, e nei rari momenti di lucidità ti chiedi come l’umanità possa sopravvivere alle sue gesta senza mettersi a urlare dal terrore. An ageless heart that can never mend.
“Marcel, burn it down”, che bisogna essere crudeli con chi è crudele e soprattutto riderne, non è Storia, è un western, non è Storia, è un burlesque, non è Storia, è Cinema, Cinema, Cinema, quello che non puoi bruciare perché è nella tua retina, per sempre. It’s been so long.
“Marcel, burn it down”, brucia tutto, ché il nitrato d’argento brucia due volte più veloce della carta, altro che Fahreneit 451, al rogo tutto il cinema che fu, usato e abusato per arte pura e arte varia e per abituarci alla morte, a ridere della morte, ridi, spettatore, ridi, fratello. I can stare for a thousand years.
“Marcel, burn it down”, brucia che tanto io sono morta e una persona smette di esserci anche quando il sangue continua a circolare, tutti noi siamo morti nel secolo scorso, tutti, e nei rari momenti di lucidità ti chiedi come l’umanità possa sopravvivere alle sue gesta senza mettersi a urlare dal terrore. An ageless heart that can never mend.
“Marcel, burn it down”, che bisogna essere crudeli con chi è crudele e soprattutto riderne, non è Storia, è un western, non è Storia, è un burlesque, non è Storia, è Cinema, Cinema, Cinema, quello che non puoi bruciare perché è nella tua retina, per sempre. It’s been so long.
Pensato il: November 5th, 2009
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