Qualche anno fa ho avuto dei seri problemi di salute, un po’ come adesso: ad aggravare i sintomi oggettivi c’è quella melassa di paura vischiosa, la sensazione che non starai mai più bene, che i risultati delle analisi saranno tremendi, che tutto nella tua vita si deve fermare finchè. Finché non starai bene di nuovo, finché non saranno escluse alcune malattie, finché non vedrai quello specialista.
Ero arrivata al punto di chiudermi in casa e fermare tutto finché non smarcavo qualche preoccupazione. Poi, un bravo psicologo e il capovolgimento del fronte: finché non hai una (nuova) brutta notizia, goditela.
Mi sa che devo reimparare a farlo, ecco. E a non aspettarmi molto da chi, chiaramente, non ha niente da dare, neanche un cenno.
Pensato il: December 8th, 2009
Cassetto:
anta,
lato oscuro
Tag:
delusione,
malattia
Pensierini:
4.
Si informano i gentili visitatori che, per motivi tecnici, è temporaneamente sospeso il servizio di bar self-service
Questo annuncio è apparso sul sito del museo della scienza e della tecnica tecnologia leonardo da vinci a settembre 2007. Poi se ne sono dimenticati, così come si sono dimenticati di avvisare in qualche modo – sul sito, nei trionfanti gonfaloni sulla facciata, alla biglietteria, con un biglietto anonimo – che il museo è vittima di pesantissimi e poco pensati lavori di ristrutturazione che non risparmiamo al visitatore pagante (8 euro) tutte le brutture dei lavori in corso. O meglio, sul sito leggiamo che:
Dal 2001, il Museo è impegnato in un ampio processo di rinnovamento.
Dal 2001. Dal. 2001. Rinnovamento. Ampio.
Quello che ho visto negli occhi dei turisti incontrati oggi, in un museo polveroso, confuso, privo di con pochi ascensori e ricco di barriere architettoniche, pieno di bambini ansiosi di essere meravigliati e di genitori ansiosi di uscire al più presto, quello che ho visto negli occhi del gruppetto di ragazzi giapponesi incrociati oggi pomeriggio era quella sgradevole sensazione di non incrociare il mio sguardo, di quando ti vergogni molto per qualcuno, di qualcuno tipo di noi italiani, che abbiamo un museo (in rinnovamento!) zeppo di reperti, nessuno dei quali ambientato, raccontato, un museo (il più grande museo scientifico italiano!) con un sottomarino in cortile, un cortile scrostato, un museo (con i laboratori interattivi!) con il bar self service temporaneamente sospeso dal 2007. Non so se è più la puzza di polvere, la tristezza o la delusione, o forse lo so: è che comunque a Milano ne siamo orgogliosi.