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Ninna nanna amare-eh

e quante cose dovrai imparare e che fino a un certo punto – solo fin lì – è possibile insegnarti; il confine aspro tra buona educazione e affettazione villana, che se non sai tagliare un frutto con forchetta e coltello è meglio addentarlo e sbrodolarsi di sugo, che essere troppo ben vestite non è mai la soluzione e che l’istinto di sapere a chi non accettare mai di dare del tu viene così da dentro che potresti non trovarlo mai.

Che l’eleganza non si compra e non si indossa, che piuttosto che un second best meglio restar sole con un libro; che i libri sono come le persone, alcuni tradiscono ma sempre ci metti e ci lasci tanto di te; che l’adulazione è una scorciatoia che improvvisamente diviene impraticabile e ti lascia a piedi, così come l’eccesso di franchezza. Che io guardo altrove e taccio per rispetto, mai per disprezzo, e che qualcosa tu voglia basta chiedermela. Senza moine.

[x-view] Cosa voglio di più

E’ una cosa che fai o che succede, quella di incrociare gli occhi di uno sconosciuto?
È una cosa che fai, dice il resto del mondo: quegli occhi su di lui li lasci, i tuoi occhi ti guardano scrivere, dirgli sì, vediamoci, e poi baciarlo e poi spogliarlo e poi fare a brandelli tutta la tua vita solo per farlo ancora.
È una cosa che succede, racconta Silvio Soldini. E’ qualcosa che tutto il resto va fuori fuoco e tu sei come telecomandata e non è certo solo il sesso a indirizzare i tuoi comportamenti, il sesso è lo strumento, scopare il rito, ma quel che succede è che il resto del mondo va fuori fuoco e fuori sincrono e passa sullo sfondo. Il lavoro, gli amici, la famiglia, il tuo compagno, i figli se ne hai. Uno sfondo che ami e per cui combatti, uno sfondo che vorresti difendere a tutti i costi mentre ti scivola via e tu resti lì, i tuoi occhi sono da lui, in mano un coltello – che tu lo sia per me – un coltello con cui vorresti fare a pezzi tutto, e lo fai, e poi lo fai ancora e ancora.
E’ una cosa che succede, e poi lo fai.
Pensato il: May 1st, 2010
Cassetto: lato oscuro, x-view
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Pensierini: 52.

Portoni

Che se ne aprono alla chiusura di porte mia nonna lo aveva sempre detto. Che restino aperti per te se dimentichi le chiavi, con tanto di aiutante di rinforzo, l’ho scoperto l’altra sera tornando da Napoli. Adesso sta a me non chiuderli per nonnulla.

Pensato il: October 16th, 2009
Cassetto: anta, cose che non sapevo di saper (fare)
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Pensierini: Nessuno.