Quando V. anni fa mi disse che andava ad assistere una sua amica durante la chemioterapia la prima cosa che ho pensato è che non sapevo avesse amiche più grandi di noi. Ovviamente non lo era, più grande di noi. E’ che non ci puoi pensare, oltre a non volerlo fare: non ci vuoi credere e non è solo paura, è anche che è letteralmente incredibile. Non lei. Non lei.
Ogni mail o sms che mi arriva potrebbe essere quella sbagliata, ogni volta che squilla il telefono tremo, ma inizio a farci i conti. Ho due amiche in fin di vita e l’unico modo che ho di reagire è godermi ogni respiro, anche per loro.
Pensato il: January 11th, 2010
Cassetto:
anta,
lato oscuro
Tag:
incoscienza,
malattia,
morte,
ricordi,
vivere
Pensierini:
4.
Ci vuole una bocca dura per sopportare questo piacere, il mio che ti prendi come e quando serve, e serve sempre, anche quando non pare. Ci vuole cattiveria per accettare quanto poco senso resti al resto, di genere sparso e di valore immenso, il senso, il resto, noi. Hai la bocca dura tu quando mi baci aperta, ti fai strada a forza tu, mi dici “fermati qui” e io dimentico e sto al tuo gioco, costi quel che costi (tanto sei già ricco tu, più ricco di quanto sia possibile diventare).
(Dedicato a)
L’alogena a piantana nera. Il tappeto kilim regalo di Zia Marcella. Il phon portato da Taranto nel 1987, caduto mille volte, tenuto insieme dallo scotch. Una gonna nera e a fiorellini di Max Mara del 1994. Le lenzuola di Benetton a righine colorate comprate a Taranto da Croff nel 1987. Il gallo della ceramica di Grottaglie. Mele sparse, vere e hardware. Una borsa di Prada con le catene.
Pensato il: October 22nd, 2009
Cassetto:
Everything,
provvisorietà
Tag:
casa,
oggetti,
ricordi
Pensierini:
Nessuno.