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Ninna nanna amare-eh

e quante cose dovrai imparare e che fino a un certo punto – solo fin lì – è possibile insegnarti; il confine aspro tra buona educazione e affettazione villana, che se non sai tagliare un frutto con forchetta e coltello è meglio addentarlo e sbrodolarsi di sugo, che essere troppo ben vestite non è mai la soluzione e che l’istinto di sapere a chi non accettare mai di dare del tu viene così da dentro che potresti non trovarlo mai.

Che l’eleganza non si compra e non si indossa, che piuttosto che un second best meglio restar sole con un libro; che i libri sono come le persone, alcuni tradiscono ma sempre ci metti e ci lasci tanto di te; che l’adulazione è una scorciatoia che improvvisamente diviene impraticabile e ti lascia a piedi, così come l’eccesso di franchezza. Che io guardo altrove e taccio per rispetto, mai per disprezzo, e che qualcosa tu voglia basta chiedermela. Senza moine.

Esserci

Quando V. anni fa mi disse che andava ad assistere una sua amica durante la chemioterapia la prima cosa che ho pensato è che non sapevo avesse amiche più grandi di noi. Ovviamente non lo era, più grande di noi. E’ che non ci puoi pensare, oltre a non volerlo fare: non ci vuoi credere e non è solo paura, è anche che è letteralmente incredibile. Non lei. Non lei.

Ogni mail o sms che mi arriva potrebbe essere quella sbagliata, ogni volta che squilla il telefono tremo, ma inizio a farci i conti. Ho due amiche in fin di vita e l’unico modo che ho di reagire è godermi ogni respiro, anche per loro.

Pensato il: January 11th, 2010
Cassetto: anta, lato oscuro
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Fermarsi

Ci vuole una bocca dura per sopportare questo piacere, il mio che ti prendi come e quando serve, e serve sempre, anche quando non pare. Ci vuole cattiveria per accettare quanto poco senso resti al resto, di genere sparso e di valore immenso, il senso, il resto, noi. Hai la bocca dura tu quando mi baci aperta, ti fai strada a forza tu, mi dici “fermati qui” e io dimentico e sto al tuo gioco, costi quel che costi (tanto sei già ricco tu, più ricco di quanto sia possibile diventare).
(Dedicato a)

Pensato il: November 1st, 2009
Cassetto: anta, cose che non sapevo di saper (fare), pepper
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Pensierini: Nessuno.

Appigli

L’alogena a piantana nera. Il tappeto kilim regalo di Zia Marcella. Il phon portato da Taranto nel 1987, caduto mille volte, tenuto insieme dallo scotch. Una gonna nera e a fiorellini di Max Mara del 1994. Le lenzuola di Benetton a righine colorate comprate a Taranto da Croff nel 1987. Il gallo della ceramica di Grottaglie. Mele sparse, vere e hardware. Una borsa di Prada con le catene.

Pensato il: October 22nd, 2009
Cassetto: Everything, provvisorietà
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Pensierini: Nessuno.